L’età giusta per diventare genitori?

254Un mamma giovane?

No meglio di no.

Sapete rispondere alla domanda: quand’è il momento migliore per avere un bambino?

Secondo una ricerca che è stata condotta da Mikko Myrskyl della London School of Economics e da Rachel Margolis della Canada’s Western University, e che è condotta parallelamente con la German Institute for Economic Research, l’età ideale per mettere in previsione una gravidanza sarebbe fissata tra i 35 e i 49 anni.

Un tempo potevano essere considerate delle “mamme attempate”, ora improvvisamente, sono diventate delle mamme più indicate per poter accogliere un bebè e prendersene cura.

Lo studio che è stato condotto per otto anni su alcune coppie inglesi e tedesche di diverse età alle prese con i figli non ha più dubbi al riguardo: più si eleva l’età e migliore è la loro predisposizione a diventare genitori.

Non solo perchè sono migliori le possibilità economiche della famiglia, un fattore decisivo e non assolutamente trascurabile,  ma perchè aumenta il benessere collettivo che il piccolo porta alla coppia.

Tuttavia, secondo gli autori della ricerca, più la coppia è giovane, maggiore è la felicità che scaturisce dalla nascita di un bambino ma è a “stretto periodo”: tra i 23 e 34 anni l’entusiasmo per il nuovo nato si dilegua dopo soli 2 anni.

Sotto i 22 anni l’entusiasmo scema in pochissimo tempo: appena dopo il parto e durante i primi giorni a casa.

Saper individuare i motivi non è cosa facile.

Siamo posti in una società in cui il proprio piacere viene prima di tutto, in cui i sacrifici sono poco riconosciuti, contemplati, una società edonistica che è improntata sul proprio soddisfacimento e di tutte le necessità primarie e non, un bambino rappresenta un ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi.

Se gli obiettivi che sono stati prefigurati sono stati già ottenuti un bambino è un’ottima occasione per potersi reinventare, potersi migliorare, mettersi alla prova.

Molti considerano che un figlio che arriva tardi sia stato, nella maggior parte dei casi, cercato e poi desiderato.

Prima poteva essere considerato il frutto di un errore, di un pensiero momentaneo, o di un gioco poco consapevole.

Poi si deve considerare la questione dei secondi e terzi figli che lo studio analizza.

In questo caso pare che se si arriva fino al secondo bambino la felicità della coppia e il livello di soddisfazione siano elevatissimi, mentre con l’arrivo di un terzo figlio le cose possoano cambiare.

Con il terzo figlio sembra esserci tra la coppia meno partecipazione emotiva, meno aspettative, meno entusiasmo.

Gli autori della ricerca, tuttavia, vogliono precisare che il loro studio non intende per nulla affermare che sotto i 35 anni i mamma e papà non siano in grado di voler bene e amare i propri l figli o li amino meno di quanto possa fare i loro pari over 35. Non è intenzione dello studio considerare i terzi figli meno amati o desiderati degli altri.

La tesi è stata resa valida in base alle indicazioni comportamentali che sono state ripetute sia in Germania che in Gran Bretagna.

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