Come aiutare i nostri figli di fronte alle mode

Come mamma mi trovo un nuovo problema da affrontare che se come insegnante so perfettamente gestirlo, come madre no. Si tratta di una moda molto diffusa del momento e cioè quelle gomme da masticare che colorano la lingua dei nostri figli di un blu profondo. Una schifezza da vedere! Quest’anno, nelle mie due prime medie, imperava la moda di masticare queste gomme e i ragazzi avevano le bocche tutte blu. Lo spettacolo era poco decoroso e così, con quella poca autorità che rimane a noi insegnanti, son riuscita ad imporre di non masticare in classe perché non è un comportamento consono alla situazione ma di evitare di farlo anche prima della lezione, se non altro con quel tipo di gomme perché non era educato avere uno studente con la bocca e la lingua tutta sporca.

Ieri mio figlio di 9 anni appena compiuti mi chiede di poter comprare quella stupida gomma. Io vorrei dirgli di no ma quando vedi che i suoi amici la comprano e le mamme non dicono nulla mi chiedo: bè, forse non è poi una cosa così riprovevole e così gli do i 10 centesimi per l’acquisto e poi lo fotografo anche perché mi fa ridere quella linguaccia tutta blu.

Ovviamente, se dovesse farlo a scuola, sarei la prima a vietarglielo spiegandogli che la scuola è un ambiente dove bisogna tenere un atteggiamento di rispetto e decoro. Come non starebbe bene un’insegnante che si vestisse in modo trasandato, così anche gli studenti devono comprendere che è necessario mostrarsi vestiti in modo appropriato  avere un modo di relazionarsi composto e rispettoso.

Però mi chiedo: e quando inizierà a domandare cose ed oggetti più stupidi come quei pantaloni con il cavallo basso che a me fanno letteralmente schifo? Vabbé, anche lì poca cosa, si tratta di un abito e si sa che l’abito non fa il monaco. Ma quando dovesse chiedermi il consenso di un piercing? Di un tatuaggio?

Sicuramente potrei parlargli se tra noi c’è un buon dialogo e forse riuscire a farlo desistere ma non è detto. Il problema non sta ancora una volta nel tatuaggio o nel piercing ma in una scelta fatta da un ragazzo, che vede altri farlo e rischia di decidere non con la sua testa ma con la testa della moda del momento.

Quando Gabriele era appena nato, ricordo che appesi accanto alla sua culla questa preghiera:

Signore, ti prego per lui, per mio figlio. Ecco, è nato nuovo come una pagina tutta bianca. Fa che nessuno vi scarabocchi sopra, non i compagni, non la scuola, non la televisione, non la pubblicità. E’ nato con il viso pieno d’anima. Signore, che nessuno gli rubi il sorriso. E’ nato originale, unico, irripetibile. Fa che conservi sempre la sua mente per pensare, il suo cuore per amare. E’ nato pieno di voglia di vivere. Che non perda mai la grinta per attaccare la vita, non subirla. E’ nato aperto a Te. Che nessuno gli sbarri la strada, nessuno gli rubi la bussola. E’ nato incantato. Non uccida mai la meraviglia, lo stupore, l’incanto. E’ nato prezioso. Perché più figlio Tuo che figlio mio. Per questo te l’affido, Signore. Custodiscilo, amalo come sai amare Tu.

Le parole: è nato nuovo come una pagina tutta bianca. Fa che nessuno vi scarabocchi sopra… Fa che conservi sempre la sua mente per pensare, il suo cuore per amare sono quelle che auguro ai miei figli, che se decideranno di fare qualcosa, magari anche una cavolata, almeno decidano con la loro testa e non per una moda effimera.

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