Le 9 cose che i bambini non dimenticheranno mai

9cose1Ci sono degli istanti, dei profumi o anche dei gesti che, non appena vediamo, associamo immediatamente alla nostra infanzia: chi di noi, ad esempio, non ricorda le piccole, grandi sorprese che ci aspettavano a casa dei nostri nonni e che rendevano magico anche solo qualche ora passata a giocare sul tappeto del salotto?

O chi ha dimenticato l’emozione che si provava quando ci si preparava per una grande cerimonia (per esempio la nostra Prima Comunione), seguita dalla festa con tutti i parenti?

Ognuna di noi si porta dietro un bagaglio assolutamente unico di ricordi, ma, secondo alcune statistiche, esistono delle esperienze che tutti i bambini imprimono nella loro memoria e che diventerà parte di loro, tanto da non dimenticarsene mai più.

Leggiamo queste nove cose e, ogni volta che ce ne sarà l’occasione, viviamo con particolare intensità il momento: il nostro bambino ormai divenuto grande lo ricorderà con affetto.

1. Leggere insieme

Una favola o un libro: basta davvero poco perché il bambino ricordi sempre quel piacevole momento in cui, seduto sul divano accanto alla sua mamma, tutto il mondo, ma anche le piccole incombenze quotidiane (la pasta che scuoce o il telefono che squilla) rimanessero fuori da questo istante di benessere.

La lettura insieme è così piacevole che si può incominciare sin da quando il bambino è piccolissimo e si può proseguire fino a… 99 anni! Inoltre, leggere insieme renderà più familiare il mondo dei libri e, crescendo il bambino, aprirà con maggiore entusiasmo un volume, ricordandosi della bella esperienza infantile.

2. Sentirsi ascoltato

Dalle prime paroline non passa poi molto prima che il bambino diventa una macchinetta “sputa parole”: all’emozione della lallazione si sostituisce, spesso, una sorta di fastidio per questo piccolo essere che non sta mai zitto.

Certo, i milioni di cose da fare per casa, il traffico per strada, la stanchezza e il mal di testa serale sono giustificazioni assolutamente comprensibili per chiedere ai nostri figli di stare in silenzio cinque minuti, ma ogni tanto possiamo anche rinviare la lavatrice da stendere per sederci e ascoltare cosa abbia di così importante da dirci il nostro cucciolo: impariamo più spesso a far aspettare il nostro mondo fatto di incombenze e scadenze per dare priorità a cose all’apparenza banali, ma assolutamente fondamentali per il nostro bambino.

9cose33. Abbracciamolo spesso

Se un gesto vale più di mille parole, quante ne varrà un abbraccio? Tantissimissime (come direbbero i bambini), indubbiamente. Un gesto che in se’ racchiude il non plus ultra dell’affetto e dell’amore, protezione e rassicurazione.

Tutti i giorni, abbracciamo i nostri bambini e, nei momenti “no”, facciamolo ancora più spesso: cresceranno pieni di amore e anche di stima in se’ stessi.

4. Venerdì film, sabato pizza e domenica nonni

I bambini vivono anche di piccoli gesti che, continuamente ripetuti, divengono usanze: dalle più frequenti, come appunto un film tutti insieme nel fine settimane, a quelle annuali, come preparare l’albero di Natale l’8 dicembre i piccoli e grandi eventi scandiscono il tempo e creano abitudini che, nel tempo, divengono pietre miliari della loro infanzia.

Potreste, ad esempio, dimenticare il rito della spesa del sabato pomeriggio con la nonna nelle botteghe di quartiere, con i loro alambicchi e le loro atmosfere d’altri tempi?

5. A cena tutti insieme

Al giorno d’oggi, sono davvero poche le famiglie che hanno la fortuna di potersi sedere allo stesso tavolo a pranzo. Ciò non toglie che non si possa fare la sera: cerchiamo per quanto possibile di mangiare tutti insieme almeno una volta al giorno, lasciando spente televisioni e radio, ma anche cellulari e tablet.

Insomma, una parentesi di conversazione e confronto in cui la famiglia si ritrovi e ciascuno possa dire la sua. I bambini si ricorderanno sempre che, almeno una volta al giorno, tutta la famiglia si riuniva e simbolicamente si abbracciava, liberandosi dalle fatiche quotidiane.

6. Ogni scarrafone è bello a mamma soja

Ai nostri occhi, i nostri bambini sono i migliori, i più bravi e più intelligenti: intimamente ogni mamma coltiva questo pensiero, ma spesso nei fatti il comportamento è in netto contrasto. Una madre inclemente e austera non riesce a far sentire i propri figli i più speciali. E, invece, chi di noi non ricorda quando i nostri genitori ci portavamo in palmo di mano, ci facevano sentire come i migliori, un esempio per tutti?

Questi momenti rimangono certamente impressi e fanno molto bene all’autostima del bambino che, guardandosi indietro, anche nelle difficoltà della vita non potrà che ricordare che, per la sua mamma, era il numero 1 e intimamente si chiederà “perché non dimostrarglielo anche ora? ”

7. Credere in lui

Che sia un bel “bravo” sul quaderno di italiano o la medaglia del secondo arrivato alla gara di corsa ogni piccolo successo deve essere adeguatamente celebrato in ogni famiglia. L’applauso del mondo è importante, ma quello di mamma e papà non ha prezzo: che abbia tre anni o tredici, non dimentichiamo mai di sottolineare ogni sua impresa riuscita.

9cose28. Giocare insieme

Secondo alcune statistiche, i genitori italiani si annoiano a giocare con i loro figli e rinunciano quindi a questa educativa attività. Grandissimo errore, sicuramente: se non avete dimenticato quella strepitosa partita al gioco dell’oca con mamma e papà, nonostante ne siano passati di decenni, perché vorreste privare i vostri bambini di questo tenero ricordo?

Giocare insieme è un momento bellissimo, soprattutto se vissuto con serenità e piacere: giocare non vuol dire necessariamente iniziare una partita a qualcosa, giocare può anche voler dire mettersi a guardare le persone che passano da dietro la finestra o inventare favole in sala d’attesa dal dottore…

9. Partecipiamo alla vita sociale della scuola

Riunioni, assemblee e colloqui: chi di noi non ha sbuffato al pensiero di partecipare a una di queste incombenze scolastiche? Comprensibile, certo, fra il lavoro e la famiglia, ma per il bene dei nostri figli, andiamoci. Aspettiamo di girare la chiave nella toppa della porta al ritorno e vedremo come saranno in trepida attesa di sapere come è andata: intimamente, si sentiranno ancora più importanti perché la mamma si è interessata al suo mondo. E come fare a non capirli?

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