Il valore dei figli

biografiaOggi sono sul filosofico andante… sarà perché sono andata a trovare a Parma una mia zia che ha ben 86 anni e poco a poco ha visto morire tutte le persone più care attorno a lei: le sue sorelle (una era mia madre) l’unico fratello e da luglio anche suo marito che proprio giovane non era (92 anni) ma con il quale ha vissuto una vita intera… Più di 60 anni.

Dato che non avevo fatto ancora una visita al cimitero, sono andata ma non riuscivo a trovare il loculo perché le indicazioni erano sbagliate: fila uno, tomba 8 e invece era fila 7 tomba tre… considerando che il cimitero di Parma è grandissimo, potete immaginare quanti volti di persone scomparse, giovani, vecchi e perfino bambini abbia visto alla ricerca del volto noto… Tutti etichettati, con un fiore, un ricordo, una data… Un mondo parallelo che corre di fianco al nostro, fatto di luminarie e mangiate. E così inizi a pensare…

Il senso della vita. Che senso ha la vita di ciascuno di noi? Mio zio a primavera si era fatto delle foto per la carta di identità e ora, una di queste ingrandita, lo ricorderà a lungo su una pietra fredda e grigia.

Corriamo ogni giorno a scuola, al lavoro, a fare la spesa. Ci lamentiamo di continuo ( io in primis) di tutto quello che non va, che vorremmo andasse diversamente. Contiamo i giorni che ci separano da una vacanza, da un viaggio e intanto arriva un altro capodanno, un nuovo calendario…

Si fanno progetti per noi per la famiglia, per i figli. Si pensa a quando avremo più tempo perché i bambini saranno più grandi, noi più vecchi e intanto un incidente, una malattia un secondo ti può portare via per sempre… Che senso ha tutto questo?

C’è chi cerca nella fede una spiegazione, chi non crede in nulla, chi come me è alla ricerca… Sembra che la vita ci sbatta in questo mondo dove siamo costretti ad andare avanti perché indietro non si può. Ma andare avanti significa solo avvicinarsi alla fine. Ricordo il titolo di un giallo della Christie: Nella mia fine c’è il mio principio (anche se il titolo andrebbe capovolto).

E sapete cosa mi è venuto da pensare? Tutti noi abbiamo paura della morte e l’unica immagine che ho davanti agli occhi è avere la mano dei miei figli nel momento del passaggio finale: così non avrei paura, sarei serena e in pace sapendo che ho vissuto per qualcosa che meritava la pena, anche se in mezzo a tante corse, paure, ansie, momenti difficili, attese deluse. Sì, fosse solo per loro la mia vita ha preso un senso.

Non voglio togliere nulla a chi per scelta, motivi personali o altro non è genitore. Ognuno ha la propria strada e ogni vita ha sicuramente un senso che ognuno deve trovare per se stesso ma sono certa che una mano nella mano destra, una nella mia sinistra mi farebbero capire che ho vissuto per qualcosa di importante, grandioso, immenso…

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