Guida al corretto uso del ciuccio

ciuccio-1Tutti i genitori sanno quanto sia importante il ciuccio per i loro bimbi, e sanno altrettanto bene quanto sia difficile cercare di approcciare correttamente al congruo e corretto utilizzo di questo strumento. Un utilizzo che di frequente è circondato da falsi miti e confusione, e che invece sarebbe bene imparare a conoscere nelle sue principali caratteristiche, affinché la sua “compagnia” si tramuti in un durevole vantaggio.

Forma e materiale

Anzitutto, cerchiamo di scegliere il “migliore” ciuccio per il vostro bambino. Il nostro suggerimento è quello di orientarsi verso i ciucci in silicone, maggiormente in grado di adattarsi con efficacia alla necessaria sterilizzazione, senza tuttavia alterare le proprie qualità. Considerando tuttavia che il silicone è meno resistente di altri materiali (come il lattice), man mano che il bimbo cresce e inizia a “mostrare” i denti, sarebbe opportuno una graduale migrazione dal silicone proprio alle alternative in lattice: rispetto ai ciucci in silicone, infatti, quelli in lattice sono più resistenti (pertanto, possono essere morsi dal bimbo non appena spunteranno i primi dentini) e, seppur più porosi dei primi (e quindi in grado di trattenere eventuali sostanze nocive per il neonato) non dovrebbero comunque interferire con un corretto sviluppo del bimbo, la cui “protezione” nei confronti dei problemi igienici sarà adeguatamente rafforzata.

Per quanto attiene la sua forma, non esiste un ciuccio migliore degli altri, considerando che ogni bimbo me preferisce una diversa. Possiamo tuttavia sintetizzare ricordando come la maggior parte dei bimbi ami i ciucci a ciliegia, poichè ricordando la forma del capezzolo materno. Le altre forme, come quella anatomica, sono invece maggiormente preferite dai più grandicelli. Alcuni pediatri vi consiglieranno tuttavia di abbracciare immediatamente il ciuccio anatomico (con una forma a goccia) poichè in grado di rispettare meglio la cavità orale, evitando quindi incidenze negative alle arcate dentarie: in realtà non vi sono particolari studi clinici che dimostrano che il ciuccio a ciliegia, se utilizzato correttamente e senza abusi, produca delle conseguenze nefaste. In ogni caso, parlatene con il vostro medico di fiducia, e cercate di addivenire alla migliore soluzione.

ciuccio-2Quando smettere il ciuccio?

Uno dei grandi crucci che assillano le menti dei neo-genitori è relativo al momento in cui il bimbo dovrà essere accompagnato al definitivo distacco dal ciuccio. Le teorie in proposito sono tante: qualcuno suggerisce di non creare “traumi” e attendere anche fino ai 18-24 mesi, mentre altri supportano l’opinione del “prima è, meglio è”. Ma quale è la verità?

Fatte salve le debite eccezioni, i pediatri sono piuttosto concordi nel ritenere che fino ai 10 mesi di età non vi siano particolari controindicazioni in un utilizzo frequente del ciuccio. Superata la fascia temporale dei 10-14 mesi, bisognerebbe porre particolare cautela nella fruizione del ciuccio, facendo attenzione che i malus derivanti dal suo uso non finiscano con l’essere superiori ai benefit.

Anche in questo caso, considerando che tutti i bambini sono diversi tra di loro, il nostro consiglio è quello di condividere ogni dubbio e timore con il proprio pediatra, che supporterà le migliori soluzioni per un abbandono graduale del ciuccio.

Come pulire il ciuccio

Un ulteriore punto di attenta riflessione dei neo-genitori è relativo alle modalità di pulizia del ciuccio. Per quanto intuibile, più piccolo è il bimbo, e maggiore dovrà essere la cura del ciuccio, considerato che minori saranno le protezioni e le difese che l’organismo del neonato potrà vantare nei confronti di batteri e altre sostanze potenzialmente nocive.

La prima regola è pertanto molto semplice: nei primi mesi di vita del neonato, sterilizzate il ciuccio almeno una volta al giorno, e in ogni occasione di “caduta” o di “poggiata” su una superficie che potrebbe essere contaminata da germi e batteri. Per sterilizzare il ciuccio sufficiente effettuare una bollitura dell’acqua per almeno cinque minuti (immergendolo poi nel liquido) o mediante esposizione ad appositi vapori emessi dagli specifici sterilizzatori. In alternativa, è possibile fruire di una soluzione disinfettante a base di ipoclorito di sodio, che ne garantirà una discreta disinfezione.

Una volta che il bimbo è maggiormente cresciuto (diciamo, oltre il primo semestre di vita) è possibile rallentare il ritmo di sterilizzazione, ricordandosi comunque di pulire sempre con dell’acqua il ciuccio. Sconsigliamo invece di replicare una pratica molto adottata, ancora oggi, da tanti genitori italiani: quella di mettersi il ciuccio in bocca quando non si ha a disposizione lo sterilizzatore. Se infatti è pur vero che la saliva può disporre di importanti sostanze antibatteriche, è altrettanto vero che i batteri presenti nella cavità orale degli adulti, pressochè innocui per i “grandi”, possono essere dannosi per i più piccini. Meglio allora limitarsi alla comune sterilizzazione, eventualmente portando con sè le apposite soluzioni da viaggio.

Ciuccio e SIDS

Chiudiamo questo nostro approfondimento con un tema particolarmente serio che, purtroppo, ancora oggi ha i risvolti della drammaticità per tante famiglie: la morte in culla. Sebbene non sia ancora ben esplicitata quale sia la relazione sussistente tra il rischio di SIDS (ovvero, la sindrome della morte improvvisa dell’infante) e il ciuccio, alcuni studi hanno individuato importanti elementi di prevenzione in un corretto uso del ciuccio in bocca quando il neonato è in culla e sta per addormentarsi.

I bimbi che vanno incontro alla SIDS hanno infatti una minore capacità di risvegliarsi autonomamente nel sonno qualora soggetti ad apnea, con conseguente rischio respiratorio e, nelle ipotesi più infauste, la morte. L’uso del succhiotto sembra invece contribuire ad abbassare la soglia del risveglio, sviluppando quindi una positiva capacità del neonato nel risvegliarsi quando va in apnea.

Di contro, potete naturalmente evitare di monitorare il posizionamento del ciuccio in bocca durante la notte: se il bimbo si addormenta mentre il ciuccio è caduto spontaneamente dalla bocca, non sarà affatto necessario risposizionarlo, visto e considerato che il meccanismo automatico della suzione, attivata dalla presenza del ciuccio, persiste anche se il ciuccio non è più in bocca.

Stabilito quanto precede, il nostro consiglio è sempre il più semplice, e tuttavia anche il più importante: condividete ogni dubbio e perplessità con il vostro medico di fiducia, affinché possiate trarne tutti gli strumenti informativi utili per una crescita migliore, e più serena, del vostro bebè.

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