Genitori che urlano: altri modi per farsi obbedire

genitori che urlanoPrima o poi accade: la giornata di lavoro stra piena, il traffico infernale nel rientrare dal lavoro, la casa in disordine e i bambini scatenati come non mai. Il risultato è che, stracolmi, i genitori non ce la fanno più e si arrabbiano. In questi casi può essere fisiologico alzare la voce e sbottare, ma non deve diventare un’abitudine: i genitori che urlano non sono un fenomeno isolato nelle famiglie italiane, ma sarebbe meglio che lo diventassero.

Le conseguenze sui figli dei genitori che urlano sono, infatti, all’opposto del desiderato: diversi studi hanno dimostrato che non solo i bambini non obbediscono, ma che nel tempo presentano dei disturbi comportamentali, come depressione e tendenze asociali in età adolescenziale, e uno scarso livello di autostima da adulti.

Genitori che urlano: alternative per farsi rispettare

Molto spesso, urlare è un modo per sfogare il senso di non soddisfazione del genitore nel processo di crescita ed educazione del figlio, sempre più frequentemente improntato all’eccesso di accudimento. Secondo gli esperti, invece, sarebbe opportuno che i genitori delineassero un piano organizzato di educazione nel quale inserire regole precise e chiare, da far rispettare: una delle carenze che maggiormente si presentano negli ultimi anni è la mancanza di un progetto educativo da parte dei genitori.

Si è infatti passati da uno ieri in cui con la forza e il comando ci si faceva rispettare a un oggi in cui il genitore vuole accontentare in tutto e per tutto i propri figli. La soluzione sarebbe quella di seguire un progetto educativo, con poche, ma chiare e coerenti regole, e farlo rispettare.

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