Figli iperconnessi

2013-08-06 22.34.40Nella società di oggi è quasi impensabile non avere un cellulare, un tablet, un profilo su Facebook. Chi non ha a che fare tutti i giorni con le chat, Internet, i social network? La risposta è semplice: nessuno. Anche i ragazzini ben presto ricevono in regalo il loro primo telefonino. Alcuni fin dalle scuole primarie mentre altri a partire dalla scuola media. sembra quasi incredibile che qualche decennio fa non avevamo nulla di tutto questo. Io stessa uscivo senza telefonino, da sola, di sera e con l’auto. Mia madre riusciva comunque a dormire mentre adesso sembra che non si possa uscire senza cellulare, che diventa importante come le chiavi di casa. All’interno di un centro commerciale io e mio marito prima di dividerci ci assicuriamo di avere i nostri cellulari in modo da ritrovarci. Quando andiamo da qualche parte ci portiamo almeno un tablet così possiamo connetterci ad Internet e i bimbi possono giocare con qualche giochino.

Eppure un tempo si viveva lo stesso senza tutto ciò…

Sarà un caso che gli adolescenti di oggi siano molto meno preparati quando si tratta di sostenere un’interrogazione o un compito scritto? Lo noto da insegnante quotidianamente. Il ragazzino magari ha anche studiato ma quanta fatica per riuscire a riportare in un linguaggio corretto la lezione. Così anche un elaborato scritto si presenta pieno di errori di ortografia ma anche di forma. Nella scuola sono aumentati i casi di dislessia (DSA) o i BES (bisogni educativi speciali). Sicuramente c’è più attenzione a queste problematiche rispetto alla mia generazione ma va anche detto che in parte la nostra società si è trasformata perché un tempo si parlava di più, in famiglia e fuori. Non essendoci la possibilità di messaggiare si telefonava e si parlava. Ora invece i nostri ragazzi utilizzano forme come KE, KI, 🙂 😉 😛 e quando è il momento di scrivere o di esprimere una sensazione non sono più capaci. Tutte le ore trascorse davanti ai videogiochi, alla televisione li abitua a concentrarsi sulle immagini. Diventa poi molto difficile riuscire a codificare in forma scritta o orale un contenuto. A questo punto sarebbe più facile riprodurlo con un’immagine o un disegno. Ecco i problemi di lettura, scrittura… I ragazzi fanno più fatica a trascodificare un concetto con dei segni che non siano immagini perché stanno troppo davanti ad immagini.

Ma cosa si può fare di concreto per non penalizzarli a livello sociale e non farli sentire fuori moda, ghettizzati?

Credo che un’alternativa ci sia. Incentivare tutte quelle attività che possano aiutare a ridurre il tempo che passano chiusi nelle loro camere davanti ad un video o un cellulare. L’attività fisica, praticare una disciplina sportiva, può essere una scelta molto saggia. Ovviamente seguendo l’indole del ragazzo/a senza forzarlo a praticare uno sport se non si sente portato o non gli piace. Quindi, se vostro figlio preferisce musica o qualcosa di artistico va bene ugualmente. Il fine principale è quello di ridurre i tempi nocivi passati davanti a schermi, video, tablet che non aiutano la crescita personale del ragazzo/a.

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