Festa dei remigini: momenti di riflessione

remiginiEcco, ci siamo! Domani il grande giorno… Francesco festeggia il suo ultimo anno di asilo o come si dice oggi: scuola dell’infanzia. Il 25 maggio 2014 non lo ricorderò per le elezioni e i dibattiti tra grillini, renziani e berlusconiani ma solo perché parteciperò all’ultima festa che riguarda una scuola ancora non obbligatoria, ossia quella prima dei sei anni. Con Francesco si chiude il ciclo di mamma di bimbi in età prescolare perché da settembre anche lui andrà alla primaria, e ci sarà la festa dei remigini. Qualche pensiero c’è nella mia testa sempre in fermento…

Ricordo quando accompagnavo Gabriele all’asilo, poi quando avevo il pancione e aspettavo Francesco… Tutto mi sembrava nuovo perché vivevo per la prima volta la scuola. Le feste di fine anno, i disegni, le lenzuolina da lavare a fine settimana… Poi l’inizio della scuola vera, quella detta dei remigini, quella fatta di copertine colorate, di regoli, di penne BIC, di gomme, di sacchette varie… una fatica orientarsi in tutto questo materiale!

Francesco seguiva a ruota. Nessun problema con lui, tant’è che mi sono sentita talmente forte e preparata da essere per tre anni rappresentante della sua classe. Ormai termini come scuola primaria, a tempo pieno, con i moduli, con il rientro… erano pane per i miei denti e quindi al confronto la scuola materna (ops! dell’infanzia!) una passeggiata.

 

Ora è giunto il giorno dei Remigini

E ora siamo giunti alla festa finale. Non avrò un piccolo da festeggiare né un medio ma un GRANDE! Già… questo giorno che sembrava così lontano è arrivato. Remigini perché una volta in Italia la scuola iniziava per tutti il primo ottobre, giorno in cui si festeggia San Remigio. Francesco andrà nella scuola dei grandi, con la sua cartella, il suo diario e suo fratello… Ora vedo passeggini, carrozzine e pancioni e penso con amarezza che quel tempo è volato anche se quando ne facevo parte, non lo nego, speravo che passasse in fretta!

Gabriele, alle soglie dei 9 anni, mi dà il bacio prima di uscire di casa e l’altro giorno ho pensato: chissà per quanti anni lo farà ancora? Quest’anno ho insegnato in due prime medie e i ragazzini hanno 11/12 anni. Alcuni sono ancora piccoli ma altri si danno già un tono da “grande”. Mancano solo due anni perché anche Gabriele arrivi ad avere 11 anni… Inoltre, da una settimana a questa parte mi ha parlato di una ragazzina che gli piace. La cosa mi ha colpito perché ho sempre scherzato sul fatto delle amichette e pseudo fidanzatine ma quando lui stesso mi dice: non riesco a non pensarla!, allora rimango un po’ con la bocca aperta.

Fino a ieri lo guardavo dall’alto e ora che è già un metro e 35 inizio a vederlo più negli occhi e percepisco che le nostre strade iniziano giorno dopo giorno a dividersi. So che è giusto così, che è quasi più bravo di me con l’inglese, con i giochi informatici con altri giochi di cui non conosco né i personaggi né le regole… ma sento che tutto ciò fa parte di quel sottile distacco che si crea giorno dopo giorno. Non è un distacco ovviamente affettivo ma di crescita. Il suo mondo inizia ad aprirsi ad altre principesse che per forza di cose non saranno più incarnate dalla mamma onnipotente.

Ora anche Franci inizia ad uscire dal mondo dei piccoli e in punta di piedi entra in un mondo di “grandi”… e noi mamme forse spingeremo carrozzine di nipoti, chissà.

Pensieri nostalgici che però devo tenere a mente per vivere al meglio i momenti ancora di fanciullezza che grazie ai miei bimbi potrò vivere, sopportando con più pazienza certe giornate veramente faticose 🙂

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