Ferragosto con poesia

2014-08-09 12.28.52Da Feriae Augusti e cioè le ferie di Augusto imperatore romano che decise di anticipare le festività all’inizio del mese a lui dedicato e cioè agosto. Prima, infetti, tali feste riguardavano il mese di settembre. Si banchettava, si beveva, ci si lasciava andare agli istinti più sfrenati e questo era concesso anche ai servi. Il culmine di tali festività era a metà mese e cioè il 15. La Chiesa decise di mantenere questa data piuttosto che abolirla dalle feste perché ormai troppo radicata tra il popolo ma la elesse a festa religiosa e cioè l’Assunzione in Cielo della Vergine Maria sia in corpo che in spirito.

A parte questa curiosità legata all’origine del Ferragosto, celebriamo questa giornata con una bella poesia di Gianni Rodari che si intitola, indovinate un po’? FERRAGOSTO!

Filastrocca vola e va 
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena 
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate 
e prende la doccia alle cascate… 
E chi quattrini non ne ha? 
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.

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