Famiglie monoparentali in Italia: fenomeno in crescita

DSC00076Secondo l’Istat il 15,3 % delle famiglie in Italia è monoparentale e cioè formato da un solo genitore ( l’85% è la la madre) che vive con uno o più  figli minori  ma anche con figli maggiorenni e che purtroppo non sono economicamente autonomi. Le “famiglie monogenitoriali” sono sempre esistite ma solo ultimamente, con l’aumento del loro numero, si sono fatte notare.

La monogenitorialità  può dipendere da fattori molto diversi: una separazione, un divorzio, la perdita del proprio coniuge, il rifiuto del partner ad essere coinvolto in un progetto genitoriale o per semplice scelta.

Dal 2012 nasce il progetto Smallfamilies che vuole essere un punto di riferimento per queste famiglie monoparentali. Small perché la famiglia è più piccola di quello che dovrebbe essere ma al contempo, le responsabilità, i compiti, gli ostacoli da afforntare sono forse ancora più grandi in quanto il genitore si trova da solo a dover gestire la famiglia. Smallfamilies vuole offrire servizi e strumenti per dare ascolto alle diverse realtà, in modo particolare a quelle che vivono situazioni complicate e fragili. Il primo obiettivo è quello di mettere in contatto queste famiglie monogenitoriali che si ritrovano nel termine di smaal family.

 Il nome è una specie di nick name che racchiude il significato di piccolo (small, un solo genitore), ma famiglie nel senso completo del termine (families) come tutte (all) le altre.

Per saperne di più potete andare sul sito www.smallfamilies.it e trovare tutte le notizie e le informazioni riguardanti le famiglie monoparentali come eventi e appuntamenti, consulenti in area legale, psicologica o del lavoro, curiosità, storie e testimonianze: ….Crescere una figlia da sola è dura (anche i miei suoceri sono deceduti), i sacrifici, le preoccupazioni sono concentrate su una persona sola. Compiti più pesanti quando non ci sono, neanche, nonni vicini e in salute sui quali poter contare. Un’altra insidia, della quale sento parlare di meno ma che sto sperimentando sulla mia pelle, è quello della solitudine sociale. Le famiglie tradizionali composte da papà, mamma e figli, spesso sono poco propense a invitare a riunioni familiari e/o semplicemente a mangiare con loro una pizza una vedova con figlia piccola. I single senza figli hanno altri interessi come locali, far tardi la sera, cercare giustamente partner, poco interessati alle problematiche di una mamma che (se ha la testa sulle spalle) ha altre esigenze rispetto a orari e locali. Se una mamma separata può lasciare il proprio figlio al papà per coltivare altri interessi senza togliere una presenza genitoriale, io non posso perché non c’è un papà. Per me è stato difficile crearmi amicizie e uscite consone alla mia situazione familiare. Penso che i figli vadano lasciati a baby sitter o parenti solo per le urgenze e non per i divertimenti personali…

 

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