Confessioni di una mamma a tempo pieno (prima parte)

2013-05-04 11.03.39Sono una mamma a tempo pieno, ma la cosa è talmente stressante che ho assunto una bambinaia.
E’ una splendida ed assolata mattina di gennaio ed io, in un parco per bambini, sto spingendo l’altalena su cui c’è il mio piccolo di otto mesi. A lui piace: ride, batte le sue grassocce manine quando viene spinto in su e in giù. Io sto provando un profondo sentimento di felicità e nello stesso tempo di ansietà perché domani la tata prenderà servizio per cinque giorni alla settimana.Questi sono sentimenti comuni a molte mamme che lavorano. Eccitazione al pensiero che ritorni al tuo lavoro e al contempo, preoccupazione al pensiero di lasciare il tuo prezioso bambino nelle mani di un’altra donna, che sia una bambinaia o una maestra di un asilo nido.
Nel mio caso però non si tratta di incominciare o di ritornare ad un lavoro a tempo pieno. La realtà, che piaccia o no. è che ho deciso di assumere una bambinaia perché sono stufa di stare dietro a mio figlio per tutto il giorno.
Provo gioia e sollievo al pensiero che non sarò più un mamma a tempo pieno, ma allo stesso tempo mi sento triste per gli stessi motivi. Come mi dovrei sentire al pensiero che quasi provo gioia nel momento che non sarò costretta a passare tutta la giornata insieme ai miei bambini? Mentre una donna su tre vorrebbe stare a casa con i suoi figli, se lo potesse fare, per me, al contrario, è una scelta consapevole quella di non voler occuparmi a tempo pieno di loro.
Mio marito guadagna abbastanza, in modo che io non sono costretta a lavorare. Mi permette di poter stare con Sam e sua sorella di tre anni, Kitty, per tutto il tempo che voglio. Ma io non lo voglio!
Molte mamme saranno shoccate dalla mia confessione… Ammettere che tu odi prenderti cura a tempo pieno dei tuoi bambini e che assumi una bambinaia,  è come se tu urlassi davanti a tutti che sei una cattiva mamma.
Quando però stai sola per tutto il tempo e per la maggior parte della settimana vivi in maniera non serena e non ti senti appagata, sicuramente questo non è positivo né per te né per il bimbo stesso.
Se le mamme non devono lavorare, noi tutti siamo portati a credere non solo che vogliano, ma anche che gioiscano nel prendersi cura dei loro figli. Ovviamente io amo molto i miei bambini. Ma la mia esperienza come mamma a tempo pieno è stata devastante: lunghe giornate, da sola, guardandomi attorno per cercare modi per far passare il tempo.
Sono nauseata di pulire nasini, sederi e manine sporche, ripiani della cucina, il tavolo, preparare questo e quello continuamente.
Mia madre era una casalinga ed il solo aiuto esterno che ha avuto, mentre allevava le mie tre sorelle e me era una donna che veniva a stirare le camice di mio padre una volta alla settimana.
Così nella mia mente (quantunque io non abbia alcun pregiudizio nell’assumere una bambinaia) ho sempre pensato che le mamme volessero dedicare la maggior parte possibile del tempo alla cura dei loro bambini, come fece mia madre.
E, devo confessare, che prima della nascita di Kitty nel 2011, pensavo fosse una cosa facile. L’ingenuità di quel tempo, ora mi fa sorridere.
Pensavo che avrei fatto amicizia con altre mamme, che avremmo trascorso ore a chiacchierare, mentre i nostri piccoli avrebbero giocato insieme.
Non essere una donna in carriera non mi preoccupava. In realtà pensavo che avrei imparato canzoncine per bambini e che avrei pasticciato con i colori.
Ma la realtà si rivelò completamente diversa…

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