Cena fuori con i bambini: trucchi e consigli

cena fuoriMentre l’Italia si interroga sull’opportunità di vietare l’ingresso ai bambini in ristoranti e locali pubblici (l’ultimo caso è di questi giorni, a Roma), a noi tocca un piccolo esame di coscienza. Con un po’ di onestà dobbiamo ammettere che un bambino che piange, urla e non sta fermo un attimo non è un commensale piacevole né per noi né per gli altri. Che fare? Non dobbiamo rinunciare ad una piacevole cena fuori, basta mettere in pratica questi consigli.

Bambini a cena fuori: un dramma a più voci

Parliamoci chiaro, uscire con figli al seguito può essere davvero un’esperienza fastidiosa, per noi e per gli altri avventori: urla, pianti, scorribande incontrollate per la sala sono solo alcune delle cose che possono rovinare quello che dovrebbe essere un bel momento conviviale. La “colpa” di questa incresciosa situazione è un po’ di tutti: il bambino si trova in un ambiente diverso dal solito, pieno di stimoli, rumori, colori, gente che non conosce e, per giunta, cibo che non assomiglia davvero a quello che è abituato a vedere nel piatto tutti i giorni; gli altri avventori talvolta hanno un livello di tolleranza davvero troppo basso e contribuiscono ad rendere “elettrica” l’atmosfera con manifestazioni di fastidio e richiami non richiesti al primo vagito del bambino; infine i genitori, che spesso hanno il ruolo più rilevante in questa piéce perché, per imbarazzo, incapacità, difficoltà o semplicemente per indifferenza, non sono in grado di placare il piccolo strillone e lasciano che sfoghi tutti i suoi istinti in un luogo pubblico.

Cosa fare

Per prima cosa è bene prendere atto di una circostanza tanto banale quanto vera: gli altri non hanno alcun dovere nei confronti nostri e dei nostri figli, non sono obbligati a sopportarne i capricci e hanno tutto il diritto di voler passare una serata in tutta tranquillità. Non è una crociata contro le mamme e i papà, non è una partita tra chi ha figlie chi no; è una questione di rispetto degli altri e, a ben vedere, anche di noi stessi. I primi ad uscire distrutti da una cena fuori con bimbi al seguito in genere sono proprio i genitori che non riescono a godersi nemmeno un boccone. Trovare il modo di gestire la situazione è quindi un nostro compito e una nostra esigenza.

Dal punto di vista dei bambini, uscire a cena è un’esperienza davvero eccitante, spesso troppo. Ci sono un sacco di novità cui far fronte e, specie per i più piccoli, può diventare difficile gestire le emozioni e l’unica soluzione sembra essere quella di un bel capriccio rumoroso. È il loro modo di affrontare le situazioni difficili, come dimostra il fatto che lo fanno anche in altre occasioni, come lo shopping o gli incontri con persone che non conoscono, la scuola. Il rimedio è quindi innanzitutto quello di aiutarli a familiarizzare con l’idea del ristorante e della consumazione di una cena (o pranzo) fuori casa; ecco come fare.

1. Simulazioni: come per ogni prova importante, anche la cena fuori merita una preparazione ragionata. Provate a ricostruire a casa la situazione insegnando al bambino cosa è bene fare e cosa no. È anche importante insistere quotidianamente su alcuni principi di base, come l’obbligo di restare a tavola finché tutti hanno finito, l’importanza di non urlare, non giocare col cibo e non fare i capricci.

2. Un gioco da grandi: il bambino deve capire che andare a cena fuori non è affatto una cosa che gli è dovuta, ma un’opportunità che mamma e papà gli concedono perché sa comportarsi bene. A costo di rovinarvi la serata, se il piccolo sgarra, annullate l’uscita.

3. Rispetto per la sua età: tutte le vostre attenzioni e premure non elimineranno mai il fatto che è solo un bambino e che, come tale, non potrà mai avere il nostro autocontrollo; se lo vedete stanco o irritabile, rimandate (in fondo, anche a loro capitano giornate no). Per quanto sia bravo, educato e posato, ha poi bisogno di ambienti e orari che siano adatti a lui; evitate quindi di trascinarlo a tarda sera o in pieno “orario sonnellino” in locali chiaramente destinati ad un pubblico più adulto, troppo eleganti, troppo legati all’etichetta. Cercate piuttosto, almeno per le prime uscite, dei luoghi chiaramente child-friendly, con personale allegro e disponibile e l’atmosfera scanzonata che farà sentire tutti a proprio agio. Una volta individuato il locale, andate in ricognizione con il piccolo, per mostrarglielo e, magari, fargli conoscere qualcuno del personale; la familiarità con l’ambiente sarà d’aiuto.

4. Passatempi: infine, ricordate che sempre che mantenere elevata l’attenzione di un bambino per molto tempo è davvero difficile; i piccoli si stufano in fretta e noia e stanchezza sono l’ingrediente base per un capriccio coi fiocchi. Portate con voi giochi e passatempi di piccole dimensioni che riescano a distrarlo senza creare troppo scompiglio sul tavolo del ristorante.

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