Carnevale delle arance ad Ivrea

2014-03-02 11.30.05Ebbene sì, sabato e domenica abbiamo passato un weekend fuori Milano e devo dire che è positivo ogni tanto staccare un po’. Siamo stati a Ivrea, paese natale di mio marito e quindi abbiamo approfittato per un canonico giro di parenti e ovviamente anche per vedere da vicino il carnevale delle arance. 600 tonnellate di arance provenienti dalla Sicilia destinate al macero… ma perché mi domando io? Arance belle, buone, profumate… e invece destinate a lanci e a essere distrutte… Io non ho ancora una spiegazione, qualcuno può aiutarmi? Certo, l’Italia è piena di tradizioni e che dovrebbero anche essere preservate ma quella delle arance in esubero che lo Stato paga ai contadini per non essere raccolte e destinate al macero, come per l’uva o altri generi prodotti dalla terra, io non ho ancora afferrato il senso. Per evitare che essendoci tanto prodotto sul mercato questo perda valore? Ma perché poi andiamo a comprare frutta all’estero? Perfino i pomodori? Se qualcuno è in grado di aiutarmi, sono qui ad aspettare chiarimenti.

Comunque, noi abbiamo alloggiato all’inizio della Val d’Aosta, sulla strada per Gressoney, a Pont Saint Martin e anche qui abbiamo potuto godere della sfilata di domenica mattina. Carri, figuranti, banda, armi romane… tutto molto suggestivo. Sul vecchio ponte romano c’era un fantoccio che rappresentava il Diavolo e se ne stava lì, impiccato, pronto per essere bruciato. Come se bruciandolo, i paesani d’altri tempi potessero liberarsi dalle malattie, calamità naturali e tante altre cose che la scienza non era ancora in grado di spiegare.

Quindi siamo andati ad Ivrea, città un tempo florida e industriale per la grande opera di Olivetti. Peccato che ora non esista più nulla o quasi. Dalle famose macchine da scrivere, invece che proseguire nell’ambizioso progetto del computer, chi è venuto dopo ha preferito svendere a pezzi questo gioiello dell’industria e dell’ingegno italiano per fare quattrini e così, ora non non si produce più nulla. Una città dai palazzi imponenti ma sgretolati, sporca, con pochissimo lavoro da offrire ai giovani. Anche qui le domande da farsi sarebbero infinite…

2014-03-02 09.49.40Per assistere al carnevale si paga 5 euro a testa, esclusi i bimbi. La città è completamente addobbata per il carnevale. Tutto dura diversi giorni ma sicuramente la giornata di domenica è quella cruciale, quando la mugnaia che si racconta liberò la città dal signore locale, tiranno ed ingiusto, sfila nel corteo cittadino lanciando caramelle da un carro. Ancelle, cavalieri, pifferai le fanno da seguito. Insieme entra con il podestà nel palazzo comunale a testimonianza che la città di Ivrea è stata finalmente liberata dal signore del castellazzo. Allora nasce una lotta all’ultima arancia tra i carri con su i seguaci del signore caduto in disgrazia e la popolazione locale divisa in diverse squadre. Ogni piazza della città è in mano a due squadre diverse come gli scacchi e gli scorpioni, le picche e così via. I carri hanno nomi del tipo i seguaci del signore, le guardie del castellazzo… Dua a due i carri, che sono circa una trentina, entrano nelle piazze (due in ogni piazza) e qui inizia la lotta. Dal basso il popolo lancia le arance ai guerrieri sui carri che hanno il volto coperto di maschera e anche una specie di armatura perché la lotta è veramente violenta. Se uno si prendesse una arancia in pieno viso rischierebbe parecchio. Così si evitano guai grossi e ci sono solo alcuni con ferite marginali o che hanno alzato il gomito bevendo troppe birre nei vari tendoni disseminati un po’ ovunque.

2014-03-01 10.56.22Il tutto è molto caratteristico perché ci sono bande di suonatori e perfino i pifferai provenienti da un paese vicino New York o Saint Tropez… fate un po’ voi… Stendardi, bandiere, cartelloni tappezzano tutta la città. La sfilata passa lungo la Dora Baltea che viene deviata dal naviglio costruito da Leonardo in modo da portare l’acqua nelle campagne. Per fortuna ieri era una bella giornata, con il sole perché il giorno prima pioveva a catinelle.

Gabriele e Francesco con i loro berretti rossi (tipico copricapo) si sono divertiti a rubare qualche arancia e a buttarla. Poi abbiamo trovato una buona posizione dietro il porticato di una piazza per vedere la battaglia. Dove avviene la lotta, ci sono delle reti a protezione dei palazzi, dei negozi e dei muri oltre che delle persone che sono spettatori.

Insomma, vale la pena di andare almeno una volta per rendersi conto di come una intera città viva dietro questa grande tradizione del passato. La gente lavora al carnevale per l’intero anno e chi sarà la mugnaia deve sborsare almeno 30 mila euro per farsi il costume, vestire le damigelle, comprare le caramelle e così via. Questo vale anche per i cavalieri. A parte una piccola notorietà che viene e va, il solo fatto di essere stata la mugnaia per un anno è talmente gratificante che molte ragazze benestanti cercano di avere questo incarico ogni anno.

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