Carnevale, che bontà! Alla scoperta di dolci e leccornie tipici

carnevale1Carnevale per noi oggi vuol dire principalmente maschere e coriandoli, in realtà in passato era anche sinonimo di banchetti luculliani e stravizi dolciari.

Intendiamoci, non che oggi ci facciamo mancare dolcetti e sfizi di gola, ma il benessere e la disponibilità per tutto l’anno solare di delizie gastronomiche hanno fatto cadere un po’ in secondo piano questo aspetto della festa che, invece, in passato dominava il Carnevale, periodo di eccessi e di grandi mangiate prima del digiuno e dell’austerità quaresimale.

Fortunatamente, nel tempo non si sono perse le antiche tradizioni dolciarie e alzi la mano chi di noi, anche quelle a dieta tutto l’anno, non si concede una fragrante chiacchiera per Carnevale.

Dolci di Carnevale: le chiacchiere

Dal Nord al Sud della penisola, le chiacchiere sono il dolce per eccellenza di Carnevale. Chiamate anche bugie, fiocchetti, frappe, grostoi, lattughe e in mille altri modi, insomma cambia il nome, ma non la sostanze: un impasto di farina e uova manipolato a forma di striscia, che viene poi fritta e infine cosparsa di zucchero a velo.

Se amate l’home made, non cedete a quelle del panettiere di fiducia o a quelle nelle graziose confezioni presenti al supermercato: farle in casa è semplice, economico e divertente.

Ricetta delle chiacchiere

Cosa serve (per 4 persone):

– 500 g farina

– 4 uova

– 50 g burro

– 100 g zucchero

– 1 limone biologico

– olio di semi e sale q.b.

Premesso che la ricetta originale vorrebbe anche della grappa e del vino rosso che omettiamo per renderle gustabili anche ai più piccoli, disponiamo la farina a fontana su un piano di lavoro e, sulla sommità, disponiamo il burro ammorbidito a fiocchetti, le uova sbattute in precedenza, lo zucchero, la scorza del limone grattugiata e un po’ di sale.

A questo punto, è ora di lavorare il tutto, rendendo l’impasto omogeneo. Una volta che sarà pronto, metterlo a riposare, coperto da un telo, per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo, lavorare ancora un po’ la pasta e, con il mattarello, iniziare a stenderla, rendendola liscia e molto sottile.

A questo punto, tagliamo la sfoglia di modo da ricavare dei rettangoli di eguali dimensioni (circa 8 cm di lunghezza  e 6 di larghezza) che andranno fritti un po’ alla volta in abbondante olio bollente.

Dopo la frittura, lasciar riposare su un carta cucina assorbente e, quando saranno raffreddate, cospargere di zucchero a velo.

Alternativa light: se siete a dieta, non rinunciate alla bontà delle chiacchiere. Basterà cambiare il come prepararle.
Procedete come sopra, fino alla frittura esclusa: anziché friggerle in olio, passatele in forno per 15 minuti a 180 gradi e, una volta intiepidite, cospargerle di zucchero a velo… avranno meno carattere, ma saranno comunque deliziose.

carnevale3Le castagnole

In molte famiglie era tradizione preparare le castagnole assieme alle chiacchiere (il procedimento è all’incirca lo stessa, cambia principalmente la forma); questo tipico dolce carnevalesco deve il suo nome alla forma (a mo’ di pallina) che richiama, effettivamente, quella delle castagne.

La ricetta più sobria vuole che sia senza ripieno, mentre quella che fa schizzare il livello dei trigliceridi alle stelle prevede ripieno di panna o crema pasticcera (per la serie che abbondare è meglio che scarseggiare…)

Il sanguinaccio

Nomen omen, per rimanere in ambito latino: come suggerisce il nome, il sanguinaccio deriva da sangue. Di maiale, per la precisione, ma prima di rabbrividire, fughiamo ogni dubbio: oggi il sangue di maiale non si usa più.

Crema dolce, a base di cacao, tipica del periodo di Carnevale, è un classico della cucina della Basilicata, ma anche Liguria, Marche, Abruzzo e Campania; il sanguinaccio viene preparato come accompagnamento alle chiacchiere: se, insomma, volete dare quel tocco in più alle vostre bugie, ecco una bella idea…

Specialità regionali italiane

Dunque, in qualunque punto dello Stivale vi troviate a Carnevale, non mancherete di degustare chiacchiere, ma anche con molta probabilità castagnole e sanguinaccio.

Ma, paese che vai, dolce che trovi: se sarete in Sardegna eccovi serviti con i fatti fritti, dolci tipici delle feste, rigorosamente fritti, a forma di ciambellone; in Veneto, invece, pasticcerie e locali proporranno sicuramente le fritole veneziane, delle frittelle con uvetta.

Se passate invece in Campania, lasciatevi irretire dal migliaccio a base di semola e ricotta, soffice e davvero delizioso; non lasciate la Toscana, infine, senza aver prima assaggiato la schiacciata alla fiorentina, tipico dolce di Carnevale da queste parti.

carnevale2Cosa si mangia nel mondo per Carnevale?

Allargando ora il nostro orizzonte oltre i confini nazionali, scopriamo che negli States è d’obbligo assaggiare i Pancake, le golose frittelle che, per Martedì Grasso, sono protagoniste di una competizione molto speciale, la Pancake race.

Famiglie, quartieri e scuole si sfidano a correre lungo un tragitto, tenendo in mano una padella in cui giace un pancake freddo. Se ciò non bastasse, ad alzare il livello di difficoltà c’è il riuscire a far girare almeno tre volte la frittella fredda: insomma, non sarà così facile come a dirsi!

È una tradizione molto sentita e i pancake sono così popolari che, non è un caso, se hanno dato il nome all’ultimo giorno di Carnevale, chiamato appunto Pancake Day.

In Svezia e nei paesi scandinavi, il protagonista è un bignè di grano (Semla) che viene farcito con una crema di latte e mandorle e poi ricoperto con panna; a Cipro, invece, spazio al Bourekia, un tortello di pasta fritta ripieno di formaggio.

In Belgio un classicone è il Smoutebollen, bignè di mele, fritto nello strutto e poi cosparso di zucchero a velo, mentre se passate da New Orleans, dove si festeggia il Carnevale più famoso degli States, non potrete non assaggiare il ciambellone (King Cake), ricoperto di glassa multicolor.

Infine, non poteva mancare il dolce tipico del Carnevale più famoso del pianeta, quello di Rio de Janeiro. In Brasile, il Carnevale fa rima con Papos De Anjo, dolcetti a base di mandorle, ricoperti con sciroppo di zucchero, che la tradizione vuole inventati dalle suore di clausura fra il Trecento e il Quattrocento.

Dunque, ovunque sarete per il prossimo Carnevale, non limitatevi a indossate il costume e a preparare un manciata di coriandoli, ma fate anche spazio per tutte queste delizie!

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