Come cambiare il pannolino al neonato: 9 cose da sapere!

pannolini1Il pannolino è uno degli elementi più presenti nella vita dei genitori di un neonato. E, probabilmente, rappresenta altresì una delle principali voci di costo all’interno del budget di una famiglia che si appresta (o lo ha appena fatto!) ad ospitare tra le proprie fila un bebè. Ma come “relazionarsi” con il pannolino? Di seguito, 9 cose che dovreste sapere per migliorare il vostro rapporto con questo fedele alleato!

Cambiare il pannolino: tante volte al giorno!

Il pannolino va cambiato spesso. Molto spesso. Anzi, più spesso di quanto pensiate. Il bambino, soprattutto nei primi giorni di vita, tenderà a sporcarsi anche 10 volte. Man mano che passeranno le settimane, il numero di sostituzioni del pannolino tenderà a diminuire gradualmente. Ad ogni modo, molto dipendente dal vostro bimbo: alcuni hanno la tendenza a sporcarsi tantissimo, altri sono un pò più “ordinati”. In ogni caso, procedete a cambiare il pannolino tutte le volte che vi rendete conto che è sporco o umido. La motivazione è semplice, ma fondamentale: in questo modo eviterete l’insorgenza di irritazioni della pelle (il classico “eritema da pannolino”).

L’organizzazione è tutto

Quando cambiate il pannolino al vostro bimbo, dovreste cercare di pianificare l’operazione nei minimi dettagli, evitando che una dimenticanza possa indurvi a spostarvi dal centro delle vostre attenzioni. Evitate infatti di lasciare da solo il bimbo sopra il fasciatoio, poichè i suoi movimenti possono spesso essere molto irruenti e improvvisi, aprendo lo spazio per situazioni particolarmente sgradite. Meglio dunque prendere con sè tutto ciò di cui si ha bisogno per il cambio del pannolino, e – solamente dopo aver predisposto il vostro “kit” – procedere a posizionare il bimbo.

Un tappeto pulito può aiutarvi

Se non vi sentite ancora pronti per utilizzare il fasciatoio, o se avete la necessità di spostarvi perchè vi siete dimenticati qualche oggetto utile per il cambio del pannolino, potete aiutarvi con un tappeto (naturalmente, pulito!). In questo modo riuscirete a poggiare il bebè in completa sicurezza, potendovi spostare con maggiore sicurezza. In ogni caso, ricordate che il luogo adatto per cambiare il pannolino è – appunto – il fasciatoio. Evitate dunque che il posizionamento del bebè nel tappeto rappresenti una consuetudine.

Acqua: più che sufficiente nei primi tempi…

pannolini2Quando cambierete il pannolino al vostro bimbo, occorrerà procedere a pulire la zona dei genitali e, più complessivamente, tutta l’area che viene ricoperta dal pannolino stesso. Per farlo, sarà sufficiente aiutarsi con dell’acqua (non fredda!). Nelle femminucce, al fine di prevenire il passaggio di germi contenuti nelle feci alla vagina, potete aiutarvi seguendo un movimento dal davanti all’indietro (e non viceversa, come risulta essere facilmente intuibile!). A proposito: se nelle neonate notate delle piccole secrezioni vaginali nei primi giorni di vita, non c’è di che preoccuparsi: può infatti trattarsi dell’effetto degli ormoni della mamma. Evitate di ripulire dall’interno e, soprattutto, rivolgetevi al vostro pediatra se ritenete che il fenomeno non abbia i contorni della normalità, o se non si esaurisce dopo i primi tempi.

… ma anche un po’ di sapone delicato non guasta

Qualche riga fa abbiamo ricordato come l’acqua sia un elemento sufficiente per poter garantire la giusta pulizia della zona coperta dal pannolino. Naturalmente, ciò non significa che eventuali ulteriori prodotti debbano essere vietati. Fate solo attenzione a non acquistare prodotti che contengono essenze profumate. Non è inoltre nemmeno necessario acquistare lozioni particolarmente costose: sarà sufficiente accompagnare la pulizia dell’acqua tiepida con del sapone particolarmente delicato, realizzato appositamente per i bambini.

Meglio evitare il borotalco

Nonostante quanto suggeriscono alcune pubblicità, e quanto ritengono alcune mamme, il borotalco dovrebbe essere evitato nelle prime fasi di vita. La sua pericolosità non è naturalmente legata al contatto del borotalco con la pelle, quanto al rischio che il prodotto possa essere inalato dal bambino se è utilizzato impropriamente. Pertanto, nel dubbio di qualche disattenzione, meglio lasciare asciugare la cute naturalmente o tamponarla leggermente con qualche garaza pulita. Se lo desiderate, potete massaggiare la cute con delle garze imbevute di olio extravergine di oliva, per poi asciugare e riproporre il pannolino.

In caso di arrossamento, crema consigliata dal pediatra

Può accadere che, nonostante tutte le attenzioni che i genitori ripongono nella cura dell’igiene del proprio figlio (e in particolar modo delle zone più delicate, interessate dal cambio di pannolino), possano esservi dei frequenti arrossamenti (eritema). In questi casi è sempre bene cercare di evitare di fare di testa propria e, di contro, contattare il pediatra per poter ottenere l’indicazione della migliore crema da applicare. Qualora l’eritema non dovesse sparire nei tempi indicati dal pediatra, conducete il bimbo direttamente dallo specialista, visto e considerato che potrebbe trattarsi di un’infezione da funghi, che richiede una prescrizione di natura medica.

Il vostro bimbo “costa” venti alberi

Il “business” dei pannolini è particolarmente costoso, e non solo per le vostre tasche. Alcune recenti ricerche hanno infatti indicato che in tre anni un bambino o una bambina consumano mediamente 4.500 pannolini usa e getta, equivalenti a circa 20 alberi di grandi dimensioni. In sostanza, una tonnellata di rifiuti che impiegherà quasi mezzo millennio per potersi decomporre.

Pannolini ecologici, complicati ma economici (e eco-sostenibili)

Il pannolino tradizionale, usa e getta, è un elemento cui pochi genitori sembrano voler rinunciare. Eppure, in commercio, esistono anche alcuni pannolini ecologici che sono molto simili agli usa e getta, ma si lavano in lavatrice: un sistema che determina un notevole risparmio per le tasche delle famiglie italiane e, oltre tutto, un sospiro di sollievo da parte dell’ambiente. Ma come funzionano?

I pannolini ecologici sono pannolini di cotone proveniente da coltivazioni biologiche. Sopra il pannolino si infila una mutandina in microfibra che grazie alla sua natura consente all’aria di passare, ma non all’acqua di fuoriuscire. Tra il pannolino e il sedere viene inoltre posto un sottilissimo velo di cellulosa sbiancato all’ossigeno, che permette di asportare le feci e gettarle nel water e, succesivamente, essere lavato e riutilizzato.

Un sistema un pò più complesso da gestire rispetto al rifiuto creato dal pannolino usa e getta, ma sicuramente da tenere nella giusta considerazione. Che ne pensate? Li avete provati? Come vi siete trovati?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto