Bisogni fondamentali dei bambini da 0 a 6 anni

alberoAmore: il messaggio che ogni piccolo vorrebbe ricevere ogni tanto è sicuramente quello di sentirsi dire “sono contento di stare con te”. Il sapere che qualcuno ci ama in maniera incondizionata dà fiducia e aumenta la propria sicurezza. Nei primi tre anni di vita si forma il legame di attaccamento e il bambino ha bisogno di sentirsi ascoltato, accolto, sicuro del fatto che ci sono persone pronte ad aiutarlo e a dargli attenzione. Questo non vuol dire che allora bisogna far passare ogni richiesta o capriccio perché anche i “NO” sono dei limiti necessari alla sua crescita e allo sviluppo della sua personalità.

Rispetto: il rispetto lo pretendiamo ma dobbiamo per prima cosa offrirlo ai nostri figli senza prenderli in giro ridicolizzandoli di fronte agli altri. Neppure chiamarli con nomignoli come nanetto, ottuso è una cosa positiva. Bisogna rispettarli nei loro tempi di crescita confidando nelle loro capacità.

Tempo degli adulti: sappiamo che non è tanto la quantità del tempo passato con i figli a contare veramente quanto la qualità ma attenzione! I bimbi molto piccoli hanno bisogno della nostra attenzione e presenza e quindi avere dei tempi troppo “stretti” non va bene. Il legame nel primo anno è soprattutto fisico in quanto il bimbo non parla ancora e la presenza di certe figure, come possono essere anche le maestre della scuola dell’infanzia, sono molto importanti per la sua serenità.

Stabilità: per crescere sicuri e fiduciosi, ogni bambino ha bisogno di almeno una relazione affettiva stabile. Se è più di una tanto meglio. Per crescere fisicamente ed emotivamente si ha bisogno di stimoli e novità ma anche di coerenza e stabilità. I troppi cambiamenti possono causare insicurezza e sfiducia nelle relazioni.

Tempi dei bambini: il bambino ha dei tempi tutti suoi che sono certamente diversi da quelli di noi adulti. Nei primi anni la sua attenzione si focalizza sul linguaggio e sui coetanei. Tra i 5 e i 6 anni la sua attenzione è presa dall’imparare a scrivere e magari una seconda lingua. Quindi arriva lo sport che però deve essere fatto, inizialmente, solo come attività motoria non specializzata ma come gioco. Non pretendiamo dunque troppo e soprattutto, non cerchiamo di forzare le tappe dello sviluppo.

Gioco: per tutta la loro infanzia i bambini hanno un grande bisogno di giocare sia al chiuso che all’aperto. Giocando si impara a relazionarsi con gli altri, a stare al mondo e a capirlo. Inoltre, si può sbagliare senza essere giudicati o sgridati e imparare dai propri errori. Si impara a farsi degli amici, a litigare e poi a fare la pace. Il gioco spontaneo permette di liberare la fantasia, recuperare energie, coraggio e fiducia in se stessi. Interpretando vari ruoli, come quello della mamma o del papà, il bambino può vedere il mondo da diverse angolature e può così apprendere molte cose fino a quel momento ignorate.

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