I bambini sono sempre più bravi se la mamma non c’è!

mammanoncè«Tenere il suo bimbo è come non accorgersi di averlo… è talmente buono!». Queste sono le parole che la baby sitter vi ha appena detto quando siete andate a riprendere la piccola peste e dato che siete certe di aver capito male, subito domandate: «Scusi? Di chi sta parlando?!»

Infatti, quando siete sole con il vostro piccolo diavoletto, non fa che disobbedire, non ascoltare e rispondere male alle vostre richieste.  I nonni però sono strafelici di ospitarlo a casa loro, gli insegnanti sono contenti perché è un ragazzino educato, le baby sitter entusiaste perché il loro lavoro è ridotto al minimo. La cosa certamente non è che vi dispiace ma vorreste anche capire il motivo di questa trasformazione tra quando è solo con voi e quando è con altre persone: dal diavolo all’angelo… c’è qualcosa che non torna. Io, con i miei figli, vivo questa doppia identità ormai da sempre e se da un lato sono contenta perché so che non mi faranno fare brutte figure a scuola o a casa di amichetti, dall’altro sono anche un po’ stanca di conoscere la parte peggiore di loro e vorrei ogni tanto condividerla con l’esterno.

SICUREZZA

I bambini sono come noi e così, quando rientriamo a casa, siamo estremamente contente di liberarci da vestiti belli ma scomodi, da scarpe con i tacchi e ci infiliamo una pratica tuta e ciabattone ultra large. Anche loro quando tornano dalla scuola o dall’asilo, posano lo zaino e si sentono finalmente liberi di lasciarsi andare, senza le regole che la scuola impone loro e i giudizi negativi delle autorità scolastiche. Quindi si scatenano, iniziano a fare quello che preferiscono, sfogano istinti repressi per ore. Ritrovano i loro giochi, la loro stanza e si sentono al sicuro. Inoltre, la mamma è l’unica persona al mondo alla quale si può chiedere e dire tutto senza paura perché non si ha il timore di sentirsi dire «tu non sei più mio amico!» o «ora ti metto una nota sul diario!».

Quando però iniziate a chiedere di mettere in ordine la cameretta o di fare i compiti allora iniziano i guai perché tutto ciò contrasta con il loro bisogno di “ossigeno” e di libertà. Ci sono inoltre anche momenti più complicati come quando, per esempio, il bambino sta attraversando un periodo di scarso rendimento a scuola o sta semplicemente crescendo e quindi, opponendosi alle vostre richieste, sviluppa il suo senso si autonomia. Tutto ciò rientra nella normalità e forse capendolo, riuscirete ad ottenere di più rispetto a urla e rimproveri. Dolcezza e comprensione sono forse gli ingredienti base per fargli capire che i suoi atteggiamenti vi fanno danno. Un genitore che ha un approccio di dialogo e comprensione avrà più possibilità di ottenere ascolto dal figlio e quindi ottenere un comportamento migliore anche in presenza di regole da seguire.

COMPAGNI DI GIOCO O FIGURE AUTORITARIE?

A scuola o all’asilo i bambini sono tutti uguali e ci sono regole ben precise che vanno rispettate da tutti, nessun escluso. Gli educatori non sono altri compagni di gioco ma coloro che assegnano i compiti da svolgere, danno voti o giudizi e anche note.

I genitori e le mamme in generale sono compagni di gioco: si disegna insieme, si ritaglia, incolla, si va al parco. Le mamme sono più inclini a fare carezze e dare tanti baci, a rassicurare e spesso anche a essere flessibili sugli orari della televisione o dei compiti. Nello stesso tempo però, bisogna anche dare regole ben precise per una buona educazione sia in casa che fuori casa ma il bambino, vedendovi ora un compagno di giochi e ora un’educatrice, spesso tende a sminuire questa vostra duplice funzione. Così vi dà del filo da torcere e non segue le vostre regole. Dovrete perciò essere molto chiare su quello che è permesso e quello che invece non si può fare e soprattutto, in caso di mancanza di rispetto, essere inflessibili ad applicare punizioni. Non è facile assumere questa doppia funzione ma è necessario. La vostra persona deve essere un punto di riferimento per i vostri figli, con regole e certezze ma al contempo anche una persona amica, in grado di comprendere, scherzare e giocare fino al momento giusto.

EMOZIONI FORTI

Non bisognerebbe dimenticarsi del fatto che i bambini amano sopra ogni altra cosa al mondo la propria mamma e possono reagire molto male quando li sgridate e li punite perché rimangono colpiti dal vostro gesto. Purtroppo la risposta potrebbe essere male interpretata e peggiorare ancora di più la situazione. Magari dopo essere stati ripresi, continuano a rispondervi perché provano grande rabbia e tristezza per il loro comportamento solo che non hanno altro mezzo che tirare fuori la loro aggressività ancora di più e proprio contro l’oggetto del loro amore e cioè voi, la mamma. Se magari li mandate in camera per castigo, potrebbero viceversa dirigersi in cucina ma non per cattiveria ma soltanto per cercare di rimediare al loro errore come continuare a mangiare o mettere a posto i piatti. Dovrete fargli capire che il vostro amore, nonostante la forte sgridata e la punizione, resterà inalterato ma dovranno comunque andare nella loro camera per qualche minuto come avete loro comandato.

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