Attente mamme ai saldi col trucco!

saldiGennaio, si sa, è da sempre per eccellenza il mese dei saldi e anche se forse un po’ in ritardo ecco qualche consiglio per non prendere fregature. Da tempo le associazioni per la tutela e difesa dei consumatori mettono in guardia i clienti da potenziali truffe. sempre con maggiore frequenza, infatti, può capitare che il saldo pubblicizzato con enormi cartelloni sia in realtà fittizio. Il negoziante potrebbe ritoccare il prezzo originali dell’articolo, gonfiandolo per poi applicare uno sconto maggiore senza perderci nulla.

L’articolo 6 del Codice al Consumo prevede alcune norme che dovrebbero tutelare l’acquirente in quanto stabilisce che ogni prodotto messo in commercio debba riportare in modo chiaro, visibile e leggibile, tra le varie indicazioni, quelle relative all’eventuale presenza di materiali o sostanze che possano arrecare danno all’uomo, nonché i materiali e i metodi impiegati per la lavorazione, al fine di rendere trasparente al consumatore la qualità e le caratteristiche del prodotto.

Tutta la merce che è in saldo deve essere tenuta ben separata da quella a prezzo pieno in modo da consentire al cliente di capire oltre ogni dubbio, ciò che è in saldo da quello che non lo è. Sul cartellino di ogni prodotto dovrebbe essere indicato il prezzo di partenza, quello scontato e la percentuale di sconto che è stata applicata. Spesso invece non è così. Se un prodotto è scontato del 50% il conto è presto fatto perché basta dividere il prezzo di partenza per due ma se lo sconto è pari al 30 o 20 % allora il calcolo per il cliente risulta più difficile, da qui la necessità di vedere indicato anche il nuovo prezzo scontato e non la dicitura: sconto da applicare alla cassa.

Il cliente ha il diritto di provare i capi, esclusi quelli di biancheria intima. Si dovrebbero conservare gli scontrini perché sono la prova inconfutabile dell’avvenuto acquisto e danno la possibilità anche di poter eventualmente cambiare il capo. Il negoziante ha il dovere di sostituire e/o riparare la merce difettosa o “non conforme” anche in presenza di cartelli e avvisi con la dicitura che i capi in svendita non si possono cambiare. Ricordatevi, invece, che è un vostro diritto il cambio del prodotto anche se spesso non sempre ciò avviene in tutti i negozi.

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