Come fare l’analisi grammaticale del nome

analisi-grammaticale-nomeCare mamme alle prese con i compiti e con la svogliatezza dei nostri figli che quando sono chiamati a studiare sembrano accusare improvvisi mal di pancia, mal di testa, febbre o nausea e via dicendo, ditemi se non vi siete trovate in difficoltà almeno una volta nell’affrontare l‘analisi grammaticale, partendo dal NOME?

 

Vediamo con una guida come svolgere correttamente un’analisi grammaticale del nome.

Bene, ecco una piccola guida che forse vi potrà tornare utile quando vi troverete in difficoltà.

Innanzitutto il nome è una delle nove parti del discorso (le altre sono gli aggettivi, i verbi, gli articoli, le preposizioni, le congiunzioni, i pronomi, gli avverbi e le interiezioni), che è variabile nel senso che non ha una sola forma ma diverse.

Prendiamo il nome MELA. Si trova anche MELE ossia la forma plurale. BAMBINO, BAMBINA, BAMBINI e BAMBINE qui addirittura 4 forme: due per il maschile singolare e plurale e due per il femminile singolare e plurale.

Ci sono anche i nomi invariabili come città perché si dice “la città” ma allo stesso modo “le città”.

Sono ovviamente eccezioni.

  • Per prima cosa bisogna individuare se il nome è di persona (un insegnante, un bambino, l’idraulico) o di animale (un gatto, la formica) o di cosa (l’aspirapolvere, le nuvole, la noia).
  • Quindi individuare se è comune (non si scrive con la lettera maiuscola) o proprio (Giacomo, Fido…).
  • Se è concreto (si può “avvertire con i 5 sensi: l’olfatto, il tatto, la vista, il gusto e l’udito) o è astratto come la paura, la noia… Il rumore, un odore, l’aria, la nebbia sono al contrario tutti nomi concreti.
  • Poi il nome può essere femminile o maschile e se abbiamo dubbi pensiamo all’articolo che gli potremmo mettere davanti.
  • Quindi se è singolare o plurale.
  • Da ultimo se è un nome primitivo o derivato da altro nome come cartolaio (da carta), cartone, cartoleria, giornalaio (da giornale).
  • Se è composto: pescecane, cavatappi, rompiscatole…
  • Da ultimo se è alterato, ossia, se il suo significato originario è stato in qualche modo “cambiato” nella sfumatura di significato.

Esistono quattro possibilità:

DIMINUTIVO: cagnetto, casina, formichina…

VEZZEGGIATIVO (sfumatura che rende il nome più carino): cagnolino, casetta…

ACCRESCITIVO: cagnone, casona…

PEGGIORATIVO (il contrario di vezzeggiativo): cagnaccio, casaccia…

Spero che ora il mondo dei nomi sia un po’ meno complicato ma in caso, chiedete e sono qui a disposizione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto