Adolescenti e primo appuntamento, come comportarci

ragazzi-amoreEra il nostro piccolino (o la nostra piccolina) fino a ieri e oggi, con nostro sommo stupore, si presenta da noi annunciando che avrà il suo primo appuntamento. Gambe che tremano, vista che si annebbia, terrore che ci pervade… sta davvero crescendo e noi non sappiamo come reagire e cosa dire.
Se il primo istinto è quello di chiudere in camera l’adolescente e buttare la chiave, sappiate che è scientificamente provata l’inutilità del metodo duro: per nostra sfortuna crescerà comunque, troverà il modo di avere relazioni con l’altro sesso e tutto ciò che otterremo sarà perdere definitivamente qualsiasi possibilità di comunicare con lui (o lei) sull’argomento.

Come comportarci al primo appuntamento di un nostro figlio?

Purtroppo non esiste un manuale d’uso per gestire al meglio la circostanza, anche perché molto dipende dalla situazione, dall’effettiva maturità di nostro figlio, dalla persona con cui ha deciso di vivere questa tappa così importante; ci sono però alcuni consigli di base, sempre validi, che possiamo seguire; eccoli.

1. Uno degli errori più comuni è l’attesa; un po’ per l’imbarazzo che provoca anche negli adulti, un po’ per timore di risvegliare nel bambino esigenze ancora sopite, abbiamo la cattiva tendenza ad affrontare l’argomento coppia-amore-sessualità decisamente troppo tardi. Meglio sarebbe introdurre man mano il discorso, fin dalla più tenera età, così da trattare la questione come fosse tra le più normali e naturali. Cresciamo nostro figlio in modo che sappia di poter parlare con noi delle sue relazioni e che non ritenga si tratti di un tabu. Parlare con tempestività dell’amore e dei rapporti impedisce che l’adolescente si faccia idee sbagliate e poco aderenti alla realtà e utilizzi, quale fonte primaria di nozioni sull’argomento, le informazioni ricavate dai media, dagli show televisivi, dai reality e dai racconti (spesso iperbolici) degli amici.

2. Cerchiamo di non essere assillanti, di non tempestarlo di mille domande, non sottoporre a veri e propri interrogatori l’adolescente di casa, gli amici e il nuovo amore; cerchiamo, per contro, di non cadere nemmeno nell’eccesso opposto ed evitiamo di intrufolarci nella sua vita sotto le mentite spoglie di un amico comprensivo. La strada giusta sta nel mezzo: dobbiamo accettare l’arrivo del primo appuntamento, aiutare per quanto è possibile e nei limiti di quanto ci viene richiesto da nostro figlio, restare aperti e disponibili a parlarne, ma niente di più.

3. Non aspettiamo il suo rientro davanti alla finestra, ma facciamoci trovare svegli: non vorrà certo essere sottoposto ad un interrogatorio, ma non sempre gli appuntamenti, specie i primi, vanno come sperato; restiamo defilati, non invadiamo la sua privacy, ma tendiamo le orecchie; se ha bisogno di parlare e confidarsi, deve poterlo fare con noi.

4. Onestà e rispetto devono essere le nostre parole d’ordine: ancora una volta attenzione all’imbarazzo e al fatto che, per nasconderlo, spesso finiamo per non essere onesti e sinceri. I figli se ne accorgono (sempre!) e reagiscono chiudendo il canale di comunicazione sull’argomento. Se, davvero, pensiamo che sia troppo presto per un primo appuntamento o se il partner è troppo grande o troppo piccolo, diciamoglielo argomentando e spiegando le nostre ragioni.

I segnali d’allarme

Essere aperti e disponibili, non significa chiudere gli occhi e disinteressarsi di ciò che accade nella vita dell’adolescente. Non dobbiamo intervenire senza motivo ed essere invadenti, lo abbiamo detto, ma è nostro compito vigilare e rilevare eventuali segnali d’allarme, che indicano l’instaurarsi di una relazione quantomeno non serena e probabilmente poco sana. Nella fase d’innamoramento è normale che i ragazzi vogliano vedersi e sentirsi spesso, ma facciamo attenzione all’ossessione, che si manifesta con continue visite e chiamate, con l’imposizione di segnalare all’altro la propria posizione, con un cambiamento drastico e inspiegabile di abitudini, abbigliamento e atteggiamento.
Se rileviamo qualcosa di strano, parliamone con l’adolescente; non sarà facile, questo è bene saperlo, ma se “abbiamo lavorato bene” e se interveniamo in tempo, le nostre parole potrebbero sortire l’effetto sperato ed evitare guai ulteriori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto