Abituare i bambini all’uso della bicicletta: due iniziative dall’Europa

biciclettaIl progetto CykelScore che prende avvio in Danimarca ha come fine principale quello di promuovere l’uso della bicicletta nei bambini, fin dalla tenera età. Un progetto che ha molteplici aspetti positivi: basta pensare all’inquinamento delle grandi città, allo sviluppo dell’attività fisica che viene spesso dimenticato, alla lotta contro il rischio “obesità” specie nei bambini. Abituare all’uso della bicicletta in tenera età serve a fornire dei modelli comportamentali che rimarranno per il resto della propria vita. 

Molte scuole danesi hanno accettato di buon grado questa iniziativa e così, lungo le piste ciclabili che portano alle diverse scuole, sono stati messi dei checkpoint che registrano il passaggio delle bici attraverso un chip collocato sui raggi di ogni singola bicicletta. Ovviamente diamo per scontato che la Danimarca è molto più avanti rispetto a noi in quanto ci sono piste ciclabili ben visibili, tenute in perfetto stato, studiate in modo da collegare i punti nevralgici della città e con semafori apposti lungo le strade solo ad uso delle biciclette. Queste realtà sono ancora un sogno in Italia anche se qualche comune ha iniziato una politica di potenziamento delle infrastrutture che va in questa direzione.

Tornando al progetto CykelScore ogni volta che un bambino passa lungo la strada da casa a scuola e incontra un checkpoint, il suo passaggio viene registrato e la scuola utilizza le registrazioni per visualizzare gli spostamenti. Chi realizza più passaggi, alla fine dell’anno vince uno dei premi che la scuola mette in palio. Ottimo modo per invogliare gli studenti a preferire questo mezzo per andare a scuola piuttosto che farsi portare in auto dai genitori o usare i mezzi pubblici che sono comunque più inquinanti e non permettono l’esercizio fisico.

Inoltre, monitorando il passaggio dei ragazzi, si incrementa anche la sicurezza perché i ciclisti pur di venire registrati, seguiranno le piste ciclabili sicure, costruite apposta per loro piuttosto che andare nella strada pubblica. Il successo dell’iniziativa ha visto ben 2000 studenti coinvolti nel 2013 e si pensa che il dato andrà aumentando negli anni futuri.

Altro bell’esempio viene dalla Francia. Dal 18 giugno Parigi ha lanciato il P’tit Vélib, il primo bike sharing ad uso esclusivo dei più piccoli di età compresa tra i due e gli otto anni. In diversi punti della città si potranno prelevare biciclette adatte anche ai più piccoli e questo per incentivare l’uso delle due ruote lasciando a casa l’auto. Se i bambini si abituano fin da piccoli ad usare la bici e spostarsi in città con questo mezzo, probabilmente Parigi tra qualche anno sarà la capitale europea della bicicletta. 

Per ora i parigini possono contare su 20.000 biciclette e in cinque anni ci sono stati 130 milioni di spostamenti su due ruote. L’amministrazione della città vorrebbe triplicare entro il 2020 il numero attuale degli spostamenti su due ruote e il progetto P’tit Vélib rientra in questo tentativo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto