10 cose da non dire ai bambini

10cosedanondire1Crescere un bimbo e “coltivare” la sua autostima è molto difficile. E – seppur sia lungi da noi l’insegnare alcunché – vogliamo oggi condividere con voi 10 cose che forse sarebbe opportuno non dire ai vostri bimbi per evitare di deluderli eccessivamente e creare delle incomprensioni che accumulerebbero stress e tensione. Non dimenticate di farci sapere cosa ne pensate!

Come sei lento!

Per i bambini i genitori sono i principali punti di riferimento. Pertanto, se il bimbo si sente dire delle cose negative troppo spesso, finirà con il pensare di essere davvero ciò che viene comunicato da mamma e papà. Pertanto, se dite al vostro bimbo che è lento, finirà con il convincersi di esserlo per davvero e, di conseguenza, creare su se stesso un inutile alone di stress.

È una sciocchezza!

Adulti e bambini hanno due diversi gradi di interpretazione di ciò che accade loro intorno. Dire a vostro figlio che quello che gli è accaduto è una sciocchezza (si pensi al bimbo che si offende per uno scherzo, o a un giocattolo che si rompe), significa sminuire la sua sensibilità. Cercate invece di ascoltarli e consolarli, poichè in questo modo rafforzerete la fiducia che loro ripongono in voi. Partecipate proattivamente alle sue piccole e grandi tragedie, e cogliete tali occasioni per cercare di aiutarlo ad assimilarle e a risolverle.

Non sai farlo, lascia fare a me!

Dire ai vostri bimbi che non sanno fare qualcosa e che pertanto è meglio che ci pensino i genitori, può creare nei figli un senso di afflizione, sminuendo la sua iniziativa. Per evitare di innescare tali meccanismi, è meglio coinvolgere sempre i propri figli, invogliando dunque la loro iniziativa e la loro autostima. Naturalmente, se si tratta di azioni potenzialmente pericolose (si pensi all’utilizzo di un coltello!) è opportuno creare delle eccezioni, spiegando al pargolo perchè è bene che certe cose, effettivamente, siano di esclusiva competenza dei genitori.

Sei bravo!

Può sembrare strano, ma un complimento non sempre può produrre effetti positivi nell’autostima dei bimbi. Dire che il bimbo è “bravo” per ogni cosa, o riferirlo a una situazione generale e non circostanziata, significa elargire un complimento che andrà a perdere di significato. Lo stesso può dirsi per azioni che il bimbo dovrebbe compiere senza particolari pretese: finire la cena, bere il latte, fare i compiti, ecc. Complimentatevi invece con riferimento a specifiche iniziative, focalizzandovi più sugli sforzi che sul risultato finale.

 

Fai così o vedi cosa ti succede!

Anche se molto spesso i genitori hanno la tendenza a ricorrere a “minacce” più o meno velate, sarebbe bene cercare di evitare tali atteggiamenti, limitandosi invece a promettere “punizioni” (non violente!) solamente nelle ipotesi in cui si possa effettivamente mantenere tale promessa. Pertanto, è inutile promettere uno “sculacciamento” se in realtà poi non si avrà il cuore per farlo: il bimbo capirà che le vostre minacce sono prive di significato e non le terrà più in debita considerazione.

10cosedanondire2Un maschietto non si comporta in questo modo!

I bambini sono troppo piccoli per comprendere cosa voglia dire effettivamente tale frase (ma siamo sicuri che abbia effettivamente un senso generale?). Pertanto, ripetere che un maschietto non si comporta in un certo determinato modo (ma lo stesso può valere anche per le femminucce) corre il rischio di generare nei bimbi degli sterotipi sbagliati, inducendoli a fare certe cose solamente per non far dispiacere i propri genitori, o creando una confusione sugli schemi e sulle mappe mentali del figlio. Se volete indicare al bimbo che un certo comportamento non è opportuno, utilizzate altre parole e altre vie di comunicazione verbale.

Smettila, sei grande ormai!

Dire a un bambino che non può fare una certa determinata cosa perchè oramai è “diventato grande”, innesca nel figlio una duplice conseguenza negativa. Da una parte infatti il bimbo si sentirà “privato” di quello che vorrebbe fare, e dall’altra parte si sentirà immeditamente responsabilizzato di qualcosa per la quale magari non si sente pronto o, ulteriormente, di qualcosa che ancora non è in grado di ben comprendere. Cercate dunque, anche in questo caso, di far comprendere a vostro figlio che sarebbe opportuno non fare certe determinate cose per altre motivazioni che non sono certo inerenti la proprietà età anagrafica!

Fai quello che vuoi basta che smetti di piangere!

Vedere il proprio pargolo che si dispera e fa i capricci non è certamente piacevole, ma esistono modi ben più utili di quanto sopra per cercare di arrivare al risultato desiderato. Dire al figlio che può fare quello che vuole pur di farlo smettere di piangere significa innescare in lui un comportamento “ricattatorio”: il bimbo saprà che con i capricci potrà ottenere tutto quello che vuole. Dunque, se negate qualcosa a vostro figlio dovete andare fino in fondo, mantenendo la negazione anche dinanzi ai capricci di vostro figlio.

 

Non ho soldi per comprartelo!

In tempi di crisi economica, la motivazione legata a un portafoglio troppo magro può realmente essere la determinante che impedisce a un genitore di comprare un determinato oggetto al bimbo. Attenzione tuttavia a non ripeterlo troppo spesso, soprattutto se non si tratta della reale ragione: il bambino potrebbe perdere di vista l’effettiva causa, finendo con il ritenere che quando ci sono i soldi, tutto è comprabile e tutto è ammesso. Meglio invece spiegare sempre le reali motivazioni: ad esempio, comprare troppo cioccolato potrebbe far male, comprare troppi giocattoli potrebbe non essere l’ideale per lui, considerato che magari a casa ci sono già dei prodotti similari.

Con tutti gli sforzi che ho fatto per te!

I bambini sanno bene quanto i genitori si sacrifichino per loro. Sentirselo dire dai genitori è tuttavia un elemento di grande negatività, poichè inculcherà al bimbo un senso di colpa senza aiutarlo a dare o fare di più. Pertanto, evitate di deprimere la sua autostima “penalizzandolo” con tale approccio. Meglio invece raggiungere i vostri obiettivi con altre vie comunicative ben più efficaci e valide.

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